Rocca delle Macìe “nuovi orizzonti”, il punto di Fernando Pardini su acquabuona.it

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Da acquabuona.it, 5 ottobre 2016, “Dievole e Rocca delle Macìe in Chianti Classico. Nuovi orizzonti, nuove pulsioni. Ovvero: anche i “grandi”, nel loro piccolo…”, a firma Fernando Pardini.

“La Fattoria di Dievole sta a Vagliagli, Rocca delle Macìe a Castellina in Chianti. Sono quasi certo, e comunque lo suppongo, che abbiano poco a che spartire l’una con l’altra. Semplicemente vantano storie, percorsi, attori, intendimenti e territori differenti, sia pur rientrando entrambe nella galassia Chianti Classico. Sono accomunate semmai da una dimensione strutturale importante, dal punto di vista produttivo e degli ettari vitati a disposizione, ma soprattutto, e qui sta il senso di una trattazione congiunta, da una “coincidenza temporale” in cui tutto sembra accadere e andare nello stesso verso. Tanto per intenderci, verso cambiamenti (o “affinamenti”) negli indirizzi stilistici assunti, a concretizzare nuovi traguardi espressivi

[..] A Rocca delle Macie invece la proprietà è sempre la stessa, ovvero la famiglia Zingarelli, capitanata da Sergio, l’attuale presidente del Consorzio di Tutela del Chianti Classico, oggi coadiuvato dalle giovani leve Andrea e Giulia, figli suoi. Questa continuità familiare non ha impedito all’azienda di mettere in moto un processo di crescita e di conseguente rivisitazione stilistica, che è partito prepotentemente dal vigneto per poi coinvolgere gli estri cantinieri. E’ ciò che va ridisegnando la composita produzione in rosso della casa, nel nome di una superiore esigenza di identità.

[..] Per Rocca delle Macìe i due esempi calzanti di quella che io considero una vera e propria renaissance enoica si posizionano agli estremi esatti di una teorica scala di valori interna. Da una parte il Chianti Classico “annata” [..] Dall’altra parte della scala ci sta l’ultimo nato, il Chianti Classico Gran Selezione Sergio Zingarelli. Un’etichetta, e un progetto, in cui la proprietà ha messo decisamente la faccia [..]

Qui l’intero articolo di Fernando Pardini su acquabuona.it

 


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