Questa Gran Selezione del Chianti Classico mi piace / internetgourmet.it

Gran Selezione

Da internetgourmet.it, 23 gennaio 2017, “Questa Gran Selezione del Chianti Classico mi piace”, di Angelo Peretti.

La Gran Selezione è la scommessa del Chianti Classico. Una scommessa quasi ancora da giocare, visto che la tipologia è di varo ancora recente. Però sembra stia già regalando soddisfazioni, il che mi fa ovviamente piacere. Così come mi ha fatto piacere conversarne a tavola, nel cascinale della sua Tenuta San’Alfonso, con Sergio Zingarelli, che è alla guida del Consorzio di tutela del Chianti Classico e anche dell’azienda di famiglia, Rocca delle Macie.

Ora, Zingarelli è una persona di senso pratico, che cerca di andare al sodo senza fronzoli retorici, e dunque si sta bene a chiacchierarci assieme: avete presente quando si parla di empatia? Dunque, non ha avuto tante remore ad ammettere che la Gran Selezione è stata oggetto di mediazioni, e del resto – dico io – quando mai una scelta delle filiera del vino non lo è? “Il problema – ha raccontato – era che il Chianti Classico è una zona che produce ottimi vini, che c’è una concentrazione unica in Italia di aziende notissime, piccole, grandi, medie, che hanno investito soprattutto nel sangiovese, che la qualità è cresciuta, ma l’immagine non era alla pari. Le punte della zona non erano Chianti Classico. Le punte, anche compatibili col disciplinare, non venivano chiamate Chianti Classico. Erano dei Supertuscan. La ragione era che altrimenti il mercato non reggeva il prezzo di quei vini, se si fossero chiamati Chianti Classico. Dunque, si è deciso di creare una nuova tipologia. Sul nome ci abbiamo perso circa una ventina di mesi. Alla fine abbiamo concentrato le forze sul nome Gran Selezione”.

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Ovvio che anche Zingarelli produce un Chianti Classico Gran Selezione. Ovvio, ma non era mica scontato che quello dovesse essere un Chianti Classico. Se non ci fosse stata la Gran Selezione, sarebbe stato l’ennesimo Supertuscan. “Poi, con l’uscita della Gran Selezione, io ci ho messo la faccia e ho deciso di metterlo lì, nella Gran Selezione”, dice. L’ha anche collocato all’apice del listino dei vini di Rocca delle Macie, al di sopra del prezzo dei Supertuscan aziendali, e gli ha dato il suo nome, Sergio Zingarelli. Un segnale forte e chiaro, mi pare, o no?
Al di là delle parole, però, la questione è un’altra: com’è questo vino?
La risposta che do io è semplice: molto, molto buono. Soprattutto il millesimo più recente messo in commercio, il 2012.

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Trovate qui l’intero articolo di Angelo Peretti.


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