Il merlot nel Fiorano Rosso della Tenuta di Fiorano di Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi

    Tenuta di Fiorano

    Come abbiamo già scoperto, il Fiorano Rosso è, con molta probabilità, il primo taglio bordolese in Italia proposto alla vendita al pubblico con una sua etichetta e che continua tutt’ora ad essere prodotto. Infatti la più vecchia bottiglia di taglio bordolese italiano, etichettata e reperibile oggi sui mercati per la gioia dei collezionisti di tutto il mondo, ci risulta essere quella del Fiorano Rosso 1956 della Tenuta di Fiorano del Principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi, progettato e prodotto a quel tempo dal Principe Alberico.

    Cabernet sauvignon 65%, merlot 35% è la storica composizione del blend, mai modificata e rispettata fedelmente da Alessandrojacopo, dopo aver preso le redini della Tenuta di Fiorano.

    La storia di acclimatamento dei vitigni bordolesi in Italia per la produzione di vini di altissima qualità è da considerarsi quindi un fatto ancora attuale e di continuo stimolo e ricerca, incentivata, nel caso del Fiorano Rosso della Tenuta di Fiorano, dagli incredibili risultati che si sono ottenuti e che possono essere verificati sia dall’assaggio dei vecchi millesimi che dalle recenti vendemmie.

     

    Per una conoscenza più approfondita del vitigno merlot in Italia rimandiamo alle schede dell’Italian Vitis Database, nella sezione gestita dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali (DiSAAA-a) – Università di Pisa:

    “La prima citazione riferita a questo vitigno risale al 1783 con il nome di ‘Merlau’ nella Gironde (Francia), e il nome ‘Merlot’ apparve più recentemente (1824) in un trattato sui vini del Médoc: ‘Merlot’ deriva da ‘merlo’, dato che questi uccelli gradiscono molto la sua uva (Rézeau, 1997; Robinsons et al., 2012). Le analisi molecolari hanno evidenziato che il ‘Merlot’ si è originato da un incrocio spontaneo avvenuto in Francia tra il ‘Cabernet franc’ e Magdeleine noire des Charantes’, una varietà a maturazione precoce al momento quasi totalmente sconosciuta e individuata in solo 5 piante (Boursiquot et al., 1999; Robinsons et al., 2012). Fratelli del ‘Merlot’ sono il ‘Cabernet sauvignon’, ‘Carmenère’, ‘Cot’, ‘Abouriou’, avendo come genitore in comune il ‘Cabernet franc’. Tutti questi vitigni appartengono al gruppo di vitigni denominato ‘Carmenet’, originario della Gironde, in Francia, o dei vicini Paesi Baschi, in Spagna (Robinsons et al., 2012). [..]

    Il Merlot germoglia precocemente e matura in seconda epoca, ha alta fertilità potenziale. E’ molto sensibile alla peronospora e alla botrite. Grazie alla sua maggiore precocità di maturazione e al minor rischio delle eccessive note erbacee dovute alle metossipirazione, è più diffuso del Cabernet Sauvignon. E’ molto coltivato in Francia (115.000 Ha), seguita da Italia (26.000 Ha), California (19.000 Ha), Bulgaria (15.000, Spagna (13.000 Ha), Cile (13.000 Ha), Romania (11.000), Australia (10.000 Ha) e poi gli altri paesi con superfici inferiori a 10.000 Ha (Robinsons et al., 2012).  [..] Le uve presentano un elevato contenuto in tannini e antociani, similmente al Cabernet Sauvignon, ma rispetto a quest’ultimo presenta le note erbacee delle metossipirazine meno marcate. In Italia è utilizzato principalmente nei tagli, ma produce anche vini in purezza di elevata qualità [..]”.

    Fonte: D’Onofrio C., Scalabrelli G., 2015. Merlot. In: Italian Vitis Database, www.vitisdb.it, ISSN 2282-006X

     

     


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