Cronache di Gusto / Mario Masini, il politico prestato al vino

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Da Cronache di Gusto, Mario Masini, il politico prestato al vino. E la riscoperta (piacevole) del Frascati a firma di Francesca Landolina

“È di una storia italiana che vi parliamo, nata dalla passione verso uno tra i vini più nobili mai prodotti, il Frascati. E di uno in particolare, il Frascati Superiore Eremo Tuscolano dell’azienda Valle Vermiglia. A dire il vero, si potrebbe definire anche il Frascati del riscatto: l’unico vino voluto da Mario Masini, produttore di Roma, con la passione per la politica e per i cavalli, per perseguire quella che ormai è per lui una vera mission: riuscire a far tornare alla vecchia gloria il vino più famoso di Roma, dopo anni di picchiata verso il basso.
Un progetto ambizioso che per essere realizzato sceglie di partire da un posto unico. Sulla scelta di quest’ultimo, il produttore dice: “Nasce improvvisa, come quando ti innamori di una bella donna. Mi sono innamorato così di questo posto”. Il luogo è la terra intorno al nascosto Eremo dei Camaldolesi di Monte Corona a Monte Porzio Catone, risalente al XVII secolo. Si tratta di otto ettari di vigneti a 500 metri sul livello del mare, che a 20 chilometri dal centro di Roma nascondono un’atmosfera silente, da bosco incantato; qui un suolo di origine vulcanica e un microclima con una forte escursione termica, protettiva per l’equilibrio di vegetazione delle piante, donano concretezza all’ambizioso progetto di Mario Masini: ridare dignità ad un vino sfortunato, maltrattato e oggi ancora poco considerato.

Incontriamo il produttore e parliamo con lui del progetto di rinascita del Frascati.

Come nasce l’incontro con le terre di Eremo Tuscolano?
Facevo campagna elettorale e girando di porta in porta arrivai dagli 11 frati dell’Eremo. Fui bene accolto. Vidi le terre e ascoltai i loro bisogni. Mi parlarono del loro stato poco agiato, dovuto sì alle regole monastiche ma non per questo non migliorabile (mancanza di riscaldamenti, scarso cibo e altre necessità). Cominciammo a ragionare su questo posto abbandonato che rischiava di perdersi. Così iniziai a parlarne con il vecchio priore per risistemare il compendio agricolo; da qui nacque il progetto. [..]”

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