Mario Masini ha indossato la giubba del Frascati ed è andato subito in testa

Mario Masini

Sono passati quasi venti anni da quando Mario Masini impiantò, dopo tanto girovagare nelle terre dei Castelli Romani, il vigneto per produrre il “suo Frascati” a Monte Porzio Catone, uno dei comuni vocati per la produzione del vino che ha fatto la storia di queste terre vulcaniche affacciate sulla Capitale.

Una carriera da politico e una passione viscerale per cavalli non lo hanno mai allontanato da un’attività vitivinicola di famiglia, che ha radici molto lontane nella produzione del vino a Frascati. Infatti suo nonno materno, Pietro Campilli, entrò a far parte della schiera dei viticoltori di riferimento del comune di Frascati tra la fine della seconda guerra mondiale e il 1955, come testimoniato anche nell’opera “Quando il Frascati era…” di Dario De Sanctis e Roberto Eroli.

Con la sua Valle Vermiglia (che prende il nome dalla valle detta Vermicina storicamente vitata a Frascati), l’Onorevole Pietro Campilli è stato uno dei produttori più motivati e motivanti del vino Frascati, come anche testimoniato dal suo impegno personale nel riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata del 3 marzo del 1966.

Oggi, nell’archivio di famiglia resta qualche vecchia immagine pubblicitaria delle bottiglie prodotte a Frascati, e nella quotidianità è tornato il profumo del vino: Mario Masini, seguendo l’esempio del nonno, ha ripreso a produrre il Frascati in un terreno a 600 metri di altezza sui terreni vulcanici del monte Tuscolo, attorno alla struttura monastica degli Eremiti Camaldolesi Coronesi, a Monte Porzio Catone. E’ il Frascati Superiore Docg Eremo Tuscolano con un impegno, oggi come allora, orientato a rafforzare la qualità della denominazione territoriale socialmente ed economicamente più importante dei Castelli Romani.

L’impegno profuso da Mario Masini -tra i promotori del riconoscimento della Docg al Frascati Superiore- è stato premiato dal pubblico e dagli addetti del settore sin dalla prima annata in commercio dell’Eremo Tuscolano (la 2012) con una successione di prestigiosi riconoscimenti che ne stanno confermando, anno dopo anno, l’esponenziale crescita qualitativa e il forte radicamento al territorio.

Frascati Superiore Docg Eremo Tuscolano 2012
Miglior Frascati dell’anno per L’Espresso 2014

Frascati Superiore Docg Eremo Tuscolano 2013
Tre Bicchieri per il Gambero Rosso 2016

Frascati Superiore Docg Eremo Tuscolano 2014
Cinque stelle della Guida La Repubblica di Roma e Lazio 2017

Frascati Superiore Docg Eremo Tuscolano 2015
Miglior Vino della Guida La Repubblica di Roma e Lazio 2018
e Quattro Viti della Guida Vitae 2018

Frascati Superiore Docg Eremo Tuscolano 2016
Tre Bicchieri per il Gambero Rosso 2018

“Abbiamo provato a fare il massimo anche nella vendemmia 2017, un po’ calda e atipica”, afferma Mario Masini “ma l’elevata altitudine delle nostre vigne, che arrivano a 600 metri sul livello del mare, e la frescura incamerata e protetta dai boschi tutto intorno hanno contribuito ad attutire gli effetti del clima bizzarro. Siamo convinti di aver fatto un ottimo lavoro e speriamo che il vino che è in uscita in questi giorni continui ad essere amato dai consumatori  e che venga scoperto e apprezzato anche da chi ancora non conosce la bellezza aromatica dei vini dei Castelli Romani”.


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