Mare e vulcano: spaghetti alle vongole ed Eremo Tuscolano

Che l’Eremo Tuscolano faccia l’amore con la carbonara, ce lo siamo già detto, e con i piatti della tradizione romana (broccoli e arzilla, cacio e pepe, fritti di verdure o di baccalà), anche.

Essendo un vino bianco, fresco e molto profumato, dà il suo meglio anche con la cucina di mare, nella sua varietà di proposte in un elenco che sarebbe fin troppo lungo. E sin qui nulla da eccepire. Classicità e varianti sono tutte ben accolte per l’abbinamento con questo vino.

Raccontiamoci però perché stiamo pensando proprio agli spaghetti alle vongole: è primavera inoltrata, ci stiamo avvicinando all’estate, i ristoranti delle coste italiane hanno già riaperto i battenti, sentiamo un po’ tutti il richiamo del relax, del tepore primaverile…  e quindi, diciamocelo, sentiamo anche il richiamo consolatorio di un profumato piatto di spaghetti alle vongole da mangiare in riva al mare, e perché no, anche con le telline o un misto di frutti di mare.

Ma potremmo anche ritagliarci uno spazietto di mare nella nostra casa, se proprio non possiamo muoverci, invitando quattro amici a cena: 1 kg di vongole veraci, 300 grammi di spaghetti, olio extravergine di oliva, aglio, un pizzico di peperoncino per chi ce lo vuole, vino bianco per sfumare, sale (pochissimo) e prezzemolo.

Ognuno si cimenti come sa fare. La salinità raccontata dal mare, se rispettata nella preparazione di questo strepitoso piatto della cucina nostrana, incontrerà un altro tipo di salinità, questa volta raccontata nel vino dal vulcano, portata in dote dai terreni vulcanici su cui giacciono i vigneti del Frascati Superiore Eremo Tuscolano; così come la naturale aromaticità sprigionata dal piatto sarà ben accompagnata dai profumi del tradizionale blend di malvasia del Lazio, di Candia, trebbiano toscano, trebbiano giallo e bombino bianco, vitigni che caratterizzano il vino di Mario Masini, ideatore dell’Eremo Tuscolano, sul monte Tuscolo a Monte Porzio Catone.

 

[Crediti foto: pasta Antonio Amato]

 

 


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