Il magma, il cratere, il vulcano di Bizhan Bassiri e della Tenuta di Fiorano / Per chi l’avesse perso

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“Trovandomi per la prima volta sul cratere, ho sentito la condizione magmatica come fosse il sangue che circolava nelle vene e il cervello nella sua condizione creativa. Da allora, sono ospite di questo tempio dove i fantasmi prendono corpo e le pietre paiono somme animali.”

Sono parole di Bizhan Bassiri, artista di origini persiane, che fungono da incipit al suo Manifesto del Pensiero Magmatico del 1984.

Il magma, il cratere, il vulcano, tanto vicini all’arte di Bizhan Bassiri, quanto vicini all’essenza della Tenuta di Fiorano sull’Appia Antica alle pendici di quel Vulcano Laziale a cui si devono la fertilità di queste terre e il carattere distintivo dei vini che ne provengono.

Passeggiando assieme ad Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi nei giardini della Tenuta di Fiorano incontrerete due opere di Bizhan Bassiri, due esempi interpretativi del fluire magmatico della materia.

Le opere, fatte “cadere”, come ama dire l’artista, a Fiorano nel maggio 2013, per simbologia ed estetica si inseriscono perfettamente nel contesto della Tenuta e assieme ai vini di Fiorano veicolano il messaggio immanente di questa terra vulcanica: il suo fluire, il suo rapporto tra il cuore della terra e il cosmo.

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L’artista vive a Roma dal 1975, respirando prima l’aria dell’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Toti Scialoja, poi delle gallerie capitoline affrontate con mostre personali e collettive. L’affermazione arriva con le personali in Europa e nel mondo (da Istanbul a Sidney) e con collaborazioni che lo hanno portato in giro per l’Italia, lasciando il segno del suo passaggio artistico in particolare nel Parco Museo di Scultura ad Ozieri in Sardegna, nella Facoltà di Ingegneria di Cassino nel basso Lazio e nella Chiesa di San Leonardo a San Casciano dei Bagni in Toscana.

Il ciclo di opere “La Caduta delle meteoriti” viene preceduto, nel corso degli anni, da importanti episodi plastici che lo vedono protagonista di un’originale concezione secondo cui l’arte, come il sole, è vulcanicamente inarrestabile e “l’esistenza dell’opera d’arte nel mondo è meteorite proveniente dal cosmo, non appartiene alla terra ma le appare”.

Pubblicato il 27 aprile 2016


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