Località Sant’Anna, uno spaccato di tradizioni contadine

Monforte d'Alba

Venendo da Monforte d’Alba, quando si lascia la Provinciale 57 e si entra nella stradina bianca che porta alla cantina di Amalia Cascina in Langa, si incontra una piccola, appartata chiesetta campestre posizionata lungo il perimetro del bosco che sembra non voler disturbare il paesaggio compreso tra questo e i vigneti.

La cappella che è dedicata a Sant’Anna e ha dato il suo nome alla località,  si riprende -purtroppo non tutti gli anni- un ruolo di protagonista in estate quando la campagna improvvisamente si riempie di una umanità festosa riunita per ricordare la santa e il suo aiuto in un momento di difficoltà ai contadini di tanto tempo addietro. “La sua fondazione è legata ad un avvenimento che si tramanda da generazioni”, si legge dalla fonte riportata dal comune di Monforte d’Alba. “Era l’anno 1506. In tutti i paesi della Langa si alternavano preghiere e processioni di penitenza per chiedere la pioggia. Gli abitanti di La Morra organizzarono un pellegrinaggio a Savona, dove l’apparizione miracolosa della Vergine della Misericordia stava convogliando la devozione popolare. Vi giunsero dopo tre giorni (via Barolo, Monforte, Bossolasco e Millesimo). Sulla via del ritorno furono sorpresi da un violentissimo temporale presso la borgata Torricella, non lontano da un antico pilone dedicato a Sant’Anna. Là si rifugiarono in preghiera. Neppure un pellegrino si bagnò. E sul luogo del vecchio pilone i fedeli di La Morra e Monforte edificarono la cappella dedicata a Sant’Anna. Ogni sette anni da La Morra, per voto, partiva una processione a cui si univano, presso la cappella delle Settevie, i fedeli di Monforte per raggiungere insieme Sant’Anna. Tale voto si rinnova tuttora”.

L’ultima ricostruzione della cappella risale al 1903. Le altre notizie storiche rilevanti sono databili alla metà del XIX secolo, epoca in cui la cappella è stata interamente edificata come la vediamo oggi, come testimoniato anche dalle indagini raccolte dalla Chiesa Cattolica sulle sue Chiese italiane: “L’articolazione complessiva, nonché le scelte compositive di dettaglio indicano che la chiesa deve essere stata edificata in un intorno cronologico prossimo alla metà del sec. XIX. [..] Essa mostra impianto rettangolare, ad aula priva di abside, coperta da tre campate di volte a vela, nelle cui lunette si aprono le finestre che illuminano l’ambiente. Il prospetto esterno, semplice, in muratura di mattoni a vista, è suddiviso in due livelli da un’alta cornice, interrotta in mezzaria da una porta-finestra a sesto acuto che occupa il livello superiore, sormontato da un timpano. Il settore inferiore, definito da due robusti pilastri angolari con specchiatura centrale, è interamente occupato da un protico con arco a sesto ribassato. Sulla sinistra si erge un piccolo campanile, che ripropone i medesimi modelli compositivi della chiesa ed è concluso superiormente da una cuspide piramidale”.