L’annata vitivinicola 2017 per Amalia Cascina in Langa a Monforte d’Alba

Monforte

Nebbiolo, barbera, dolcetto e rossese bianco sono alla base della produzione vitivinicola dell’azienda Amalia Cascina in Langa a Monforte d’Alba.

Il frutto dell’ultima vendemmia è attualmente in cantina accanto ai vini ancora in maturazione delle annate precedenti: per la 2017 sono in attesa di imbottigliamento la Barbera d’Alba, il Dolcetto d’Alba e il Langhe Nebbiolo e sono a riposo nelle botti per la maturazione dovuta, le selezioni di nebbiolo da Barolo ma anche la Barbera d’Alba Superiore e il Langhe Rossese Bianco, per la stessa annata.
Ma come è andata l’annata viticola 2017 nei vigneti della famiglia Boffa a Monforte d’Alba?

“Sicuramente la 2017 è stata un’annata anomala”, ci racconta Paolo Boffa. “Fortunamente i danni dell’impatto dell’importante e anomala gelata di metà aprile, per quanto riguarda Amalia, sono stati limitati a qualche filare nelle parti più basse di alcuni vigneti, dopodiché abbiamo avuto una stagione molto calda e asciutta, quasi senza precipitazioni da maggio fino a settembre. In un’annata del genere è stato fondamentale gestire i lavori in vigna nella  maniera più razionale possibile e la consulenza dell’agronomo Romana è stata per questo preziosa e indispensabile all’ottenimento della qualità. Quindi grazie ad una studiata gestione del vigneto i prodotti di questa annata, climaticamente molto particolare e difficile, saranno ottimi nonostante tutto. La quantità è stata un po’ più bassa ma non eccessivamente più bassa delle rese che abbiamo solitamente”.

“Certo”, prosegue Paolo Boffa, “la vendemmia è stata anticipata di quasi due settimane prima del solito: siamo partiti il 26 agosto con la vendemmia dei primi grappoli di dolcetto dalle vigne attorno alla cantina, in località Sant’Anna a Monforte d’Alba, che ha impegnato nella raccolta anche il 30 e il 31 agosto. Poi abbiamo vendemmiato la barbera di Sant’Anna e quella a Montagliarotto il 5, il 6 e il 7 settembre. In seguito è stata la volta del rossese bianco, un raro vitigno piemontese che si trova quasi esclusivamente a Monforte d’Alba e per il quale stiamo lavorando, con pochi altri produttori, per non farlo scomparire. La vendemmia del rossese bianco, dal vigneto Salicetti in cima alla Bussia di Monforte, è avvenuta il 12 settembre. Dopo la metà di settembre abbiamo iniziato la prima raccolta delle uve nebbiolo destinate alla produzione del Langhe Nebbiolo dell’annata. Il 25 settembre eravamo a vendemmiare il nebbiolo dal vigneto Fantini della Bussia di Monforte d’Alba, destinato alla produzione del Barolo Bussia, che abbiamo messo in bottiglia come singolo cru per la prima volta nella vendemmia 2013. Abbiamo chiuso poi con la raccolta delle uve dalla vigna di nebbiolo per il Barolo Le Coste di Monforte, il nostro primo cru di Barolo prodotto, il 5 ottobre”.

Questo il dettaglio per Amalia Cascina.

Più in generale, qui di seguito il resoconto annuale sulla stagione viticola effettuato dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani:

“L’annata viticola 2017 sarà ricordata per l’andamento climatico caldo ed in modo particolare per le scarse precipitazioni. L’inverno è stato mite e con poche nevicate, mentre la primavera è stata contraddistinta da alcune piogge e da temperature sopra la media stagionale che hanno ulteriormente favorito lo sviluppo vegetativo della vite, che sin da subito si è dimostrato anticipato e che si è mantenuto per il prosieguo della stagione. Sul finire del mese di aprile su tutta l’Italia si è registrato un brusco abbassamento delle temperature, specialmente nelle ore notturne, causando danni da gelo che però, nelle Langhe, hanno interessato unicamente i fondovalle e le parti più fresche dei versanti collinari. Dal mese di maggio è iniziato un lungo periodo di bel tempo dovuto al passaggio di numerosi anticicloni. La situazione metereologica si è stabilizzata, garantendo ottime condizioni per quanto riguarda l’aspetto fitosanitario per il quale non si segnalano particolari problemi legati alla gestione del vigneto. Le temperature massime registrate durante i mesi estivi sono state sopra la media come del resto in tutta Italia, ma a differenza di altre annate calde, abbiamo avuto notti più fresche. Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre le tanto attese piogge hanno portato ad accumulare 25 mm di acqua che è servita per riequilibrare in parte la dotazione idrica degli acini ormai abbondantemente invaiati. A partire dalla prima settimana di settembre le temperature sono scese sensibilmente e si è potuto notare un andamento più vicino alle medie stagionali con sbalzi termici importanti tra il giorno e la notte. A giovare maggiormente di questa situazione è stato il profilo polifenolico delle uve a bacca nera a ciclo vegetativo medio – lungo, come il Nebbiolo e la Barbera, che hanno fatto registrare dati che differiscono rispetto ad altre annate “calde”. Infatti quest’anno si osservano valori migliori sia in termini di quantità, ovvero di accumulo di antociani e tannini, sia in termini di estraibilità, fattore quest’ultimo essenziale sui vini ad invecchiamento. Anche dal punto di vista della durata del ciclo vegetativo della vite si notano molte differenze con altre annate precoci, infatti quest’anno il periodo che intercorre tra il germogliamento e la maturazione tecnologica, seppur anticipato è comunque stato in media di 185 giorni, mentre nelle altre annate simili si aggirava attorno a 170 contro i 200 delle annate considerate “tardive”. In sintesi è stata sì un’annata anticipata, ma la vite ha comunque potuto compiere il suo sviluppo in modo completo. Per quanto riguarda i principali componenti del vino, va fatto notare che le gradazioni alcoliche, seppur importanti, non sono fuori dalla media, specialmente su vini a base Dolcetto e Nebbiolo, questo molto probabilmente perché la vite ha interrotto i suoi processi metabolici nel periodo più caldo, arrivando ad una vendemmia anticipata ma con valori nella norma. Inoltre si è registrato un buon livello di pH, mentre l’acidità totale è risultata inferiore, riduzione da ricondursi ad una minore quantità di acido malico questo a comprovare l’ottimo grado di maturazione dei frutti. Si è rilevata una minore resa quantitativa nel vigneto, dato in linea con un’annata dove le precipitazioni sono scarse, con grappoli che alla raccolta hanno presentato acini turgidi con una percentuale mosto – bucce nella media. In base a quanto rilevato possiamo sicuramente ricordare quest’annata come una delle più precoci degli ultimi anni, visto che la raccolta dei nebbioli è iniziata nella seconda decade di settembre e si è conclusa all’inizio di ottobre, con un anticipo di circa due settimane rispetto alla norma. La vendemmia 2017, si congeda lasciandoci vini di grande prospettiva, rispetto ai timori di inizio estate, confermando ancora una volta la grande vocazione e adattamento della viticoltura nelle colline delle Langhe”.


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