La Tenuta di Fiorano nel Parco Villa Gregoriana di Tivoli il 22 settembre con FAI e ONAV

Villa Gregoriana

La Tenuta di Fiorano del Principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi si presenterà in degustazione con il Fiorano Bianco a Tivoli il prossimo 22 settembre.

L’occasione è data dall’inaugurazione delle attività dell’anno sociale della delegazione Roma Est dell’ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino), che si svolgerà in un contesto di rara unicità e bellezza: il *Parco Villa Gregoriana di Tivoli, a pochi chilometri da Roma.

Grazie alla collaborazione tra ONAV e FAI (Fondo Ambiente Italiano) il programma prevede, a partire dalle 18,30, la visita guidata del suggestivo Parco voluto da Papa Gregorio XVI.

Al termine del tour si svolgerà la degustazione inaugurale, condotta da Alessandro Brizi, caporedattore della rivista L’Assaggiatore, che avrà come protagonista la viticoltura laziale.

Sarà un percorso di approfondimento in 10 assaggi che si svolgerà passando in rassegna le diverse tipologie di vino prodotte in regione (dal Metodo Classico al Passito) e le principali denominazioni del territorio.

Il Fiorano Bianco 2015 della Tenuta di Fiorano è stato inserito come testimonianza storica e qualitativa della viticoltura espressa sulle pendici vulcaniche dei Colli Albani, sull’Appia Antica alle porte di Roma.

 

Sabato 22 Settembre 2018 – ore 18,30
Parco Villa Gregoriana
Largo Sant’Angelo 1, 00019 Tivoli RM Tivoli
Per info e prenotazioni: romaest@onav.it – 3487500453
N.B.: l’evento si tiene all’aperto, in caso di pioggia sarà riprogrammato.

*Boschi, sentieri, antiche vestigia, grotte naturali, l’Aniene inghiottito nella roccia e una spettacolare cascata: tutto questo a poca distanza da Roma in un parco voluto da Papa Gregorio XVI nella prima metà dell’Ottocento. Concesso in comodato al FAI dallo Stato Italiano, nel 2002

A poco più di mezz’ora da Roma, a Tivoli, Parco Villa Gregoriana racchiude un ingente patrimonio che declina in modo esemplare l’estetica del sublime tanto cara alla cultura romantica. Natura, storia, archeologia e artificio si fondono qui in modo così seducente da diventare meta obbligata del Grand Tour nell’800 e il soggetto principale delle rappresentazioni pittoriche di Tivoli.

Nel 1832 papa Gregorio XVI promosse una grandiosa opera di ingegneria idraulica per contenere le continue esondazioni dell’Aniene, incanalando le sue acque in un doppio traforo scavato nel monte Catillo e ingrossandole poi artificialmente dando così vita ai 120 metri di salto della nuova Cascata Grande, seconda in Italia dopo le Marmore. Compiuta l’opera, il Papa creò il Parco che porta il suo nome e che per oltre un secolo fu meta di artisti, letterati e uomini di cultura che ne raccontarono al mondo la bellezza.

Nel secondo dopoguerra, il sito divenne proprietà del Demanio che nel 2002, in uno stato di abbandono totale e di gravissimo dissesto idrogeologico, lo diede in concessione al FAI, grazie al cui impegno tornò a rivivere. Nel 2005 venne finalmente riaperto al pubblico che oggi può di nuovo percorrere gli antichi sentieri liberati dai rovi, annusare essenze prima soffocate da decenni di incuria e abbandono, godere con tutti i sensi delle settantaquattro specie arboree presenti e scoprire interessanti reperti di diversi generi ed epoche, immersi nella natura più rigogliosa. Tra questi, i resti della Villa del console romano Manlio Vopisco, sontuosa dimora celebrata anche da Stazio, e, sull’acropoli, i templi romani tra cui quello celebratissimo di Vesta.  [Fonte: fondoambiente.it]


[SCARICA L'ARTICOLO IN PDF]