La Barbera d’Alba Superiore 2015 di Amalia Cascina in Langa è un vino “che è molto raro incontrare” secondo Luca Maroni

Barbera d'Alba Superiore

“Chi se non il poeta della natura il produttore? Colui che del frutto vuol nutrirne, curarne e coglierne l’essenza più pura per donarlo in piacere al fruitore”, è quanto scrive Luca Maroni nella prefazione al suo Annuario dei Migliori Vini Italiani 2018.

Luca Maroni è un giornalista conosciuto nel settore per la sua personale analisi sensoriale che mette al centro il concetto di “vino-frutto”.

Nell’azienda della famiglia Boffa certo non mancano vini che possano essere apprezzati proprio per la centralità della componente fruttata, la Barbera e il Dolcetto in testa.

E infatti proprio la Barbera d’Alba Superiore 2015, prodotta nelle vigne di località Sant’Anna a Monforte d’Alba da Amalia Cascina in Langa, spunta un 94 punti come Indice di Piacevolezza del vino (IP*) e il Dolcetto d’Alba 2016 gli si avvicina moltissimo con 92 punti.

Un vino che ottiene un punteggio superiore a 92 punti “è un vino veramente eccellente”, si legge nel’introduzione dell’Annuario, un vino “che è molto raro incontrare, e che è un grandissimo piacere assaggiare”.

Emergono con un ottimo punteggio nella degustazione di Maroni anche la Barbera d’Alba 2016 (91 IP) e i tre Barolo 2013 (annata, Bussia e Le Coste di Monforte): tutti e tre hanno ottenuto un 90 come Indice di Piacevolezza.

*IP sta per Indice di Piacevolezza del vino: “Tale voto in novantanovesimi si ottiene assegnando un punteggio da 1 a 33 alla consistenza, all’equilibrio, all’integrità, effettuando poi la somma dei tre punteggi parziali assegnati”.


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