Dolcetto, il lato romantico di Cascina Amalia

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Il Dolcetto ha un ruolo affettivo importante per i componenti della famiglia Boffa. Le vigne di dolcetto erano infatti già presenti tutt’attorno alla Cascina Amalia, quando la ricerca di un casale di campagna li portò a Monforte d’Alba.

Gestire i vigneti non era una priorità quando Maria Angela e Gigi Boffa si stabilirono in località Sant’Anna ma il colpo d’occhio sulle vigne in prossimità della Cascina li fece innamorare, tanto da prendere la decisione di continuare a fare vino come i vecchi proprietari.

Le viti di dolcetto sono oggi coltivate nel vigneto Sant’Anna su una superficie di 2,7 ettari e contribuiscono alla produzione del Dolcetto d’Alba Doc di Amalia Cascina in Langa.

Le sue uve vengono raccolte manualmente, selezionate dai ceppi di circa venti anni di età allevati a guyot e impiantati su terreni argillosi e calcarei. Il vigneto, posto ad un’altitudine di 450 metri sul livello del mare, è esposto prevalentemente ad ovest ed è ben ventilato. Brevissimo il percorso delle uve verso la cantina in cui vengono trasferite per la vinificazione; dopo una macerazione di almeno 6 giorni il vino svolge la fermentazione malolattica e una maturazione in acciaio inox per circa 8 mesi; segue un breve periodo di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.

Il vitigno dolcetto in Piemonte è ampiamente coltivato nella cosiddetta “cintura del dolcetto” a nord dell’Appennino Ligure, diffuso nelle province di Cuneo ed Alessandria ed è il principale protagonista di ben 7 denominazioni regionali tra Doc e Docg, e solitamente associato ad un consumo immediato, complici la sua caratteristica vivacità nel colore violetto e la sua fragranza fruttata sia olfattiva sia gustativa, tanto da farsi amare al primo assaggio.

Le particolari caratteristiche pedoclimatiche e di giacitura delle vigne nella zona di Sant’Anna a Monforte d’Alba conferiscono al dolcetto di Amalia una complessità e una struttura più decise che in altre zone, lasciando comunque evidenti la dotazione fruttata e la godibilità del vitigno, soprattutto attraverso una meticolosa gestione del frutto in vigna e in cantina da parte di Paolo Boffa.

Daniele Cernilli, nella sua Guida Essenziale 2016 descrive al gusto il Dolcetto di Amalia Cascina come: “bocca suadente”.


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