Il racconto del vino nel colore

Certa critica di settore dell’ultimo decennio (ma anche più) ha iniziato a sottovalutare nel racconto del vino la parte relativa alla esplorazione visiva. Forse per esigenze di spazio. O forse per seguire le nuove ideologie produttive che hanno fatto il loro ingresso “in società” e che hanno leggermente contrastato i dettami tradizionali di nitidezza e limpidezza delle scuole di sommellerie nazionali e internazionali. Quelle norme che pongono l’esame del colore come primo fattore della conoscenza del vino stesso e come punto di partenza indispensabile per proseguire nell’indagine sensoriale.

Va da sé che, anche se appassionati, durante le sere passate con gli amici al bancone di un winebar o in un ristorante dalle luci soffuse, si tende a prestare meno attenzione alle sfumature e ai riflessi di un vino in un calice. Oppure, a pranzo in riva al mare o in relax sulla terrazza a casa di amici, con chiacchiere e bicchiere illuminato dalla luce del sole, e tempi più lenti, si lancia uno sguardo compiaciuto oltre la condensa di un calice di bel vino bianco e il suo colore contribuisce ad apprezzare il momento.

Se nel bicchiere c’è il Frascati Superiore Eremo Tuscolano di Valle Vermiglia, sarà un piacere soffermarsi sul colore, che è caldo e dorato ma concede qualche venatura verde e luminosa: sono già i primi descrittori delle caratteristiche tipiche di questo vino e ce lo fanno pregustare. Il colore dorato chiaro, caldo a tratti, nasce dal blend delle malvasie (malvasia del Lazio e malvasia di Candia) mentre il nerbo acido è garantito dai trebbiani (toscano soprattutto) che sono i fattori varietali. Ma sulle caratteristiche espressive del vitigno si inserisce anche il fattore ambientale: l’altitudine del vigneto sul monte Tuscolo nel comune di Monte Porzio Catone, -una vera e propria terrazza panoramica su Roma a 600 metri di altezza sul livello del mare-, è garanzia di una rilevante escursione termica tra il giorno e la notte, e della struttura nervosa che trasferisce nell’uva. Anche la frescura e la barriera verde del bosco che circonda il vigneto contribuiscono a quella sensazione e quasi si leggono nella cristallina limpidezza del vino.  Mentre la sua esposizione garantisce un maggiore irraggiamento solare, e quindi contribuisce a sviluppare la sensazione calda del primo sorso di vino. Il colore dunque, può raccontare molto di un vino, basta saperlo ascoltare.

 


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