Frascati, vini in cerca d’Autore | Consorzio Vini Frascati su ipiaceridellavite.it

Frascati

Da I Piaceri della vite, Numero 3, Luglio 2017, “Frascati, vini in cerca d’Autore”, a firma Andrea Vellone.

[..] Questo è un territorio vocatissimo, grazie ad una fertile base di terreni vulcanici alla quale si unisce la presenza dei due laghi di Albano e Nemi [..] E se a tutto questo aggiungiamo millenni di esperienza nella coltura della vite e nella vinificazione, i risultati non potrebbero che essere eccezionali [..] a inizio Maggio siamo stati a Nemi un incantevole paesino sulle sponde di un piccolo lago di origine vulcanica dalla profonda bellezza, famoso per la coltivazione delle fragole che qui hanno un profumo ed un sapore davvero intenso. E durante la manifestazione Borgo di Vino abbiamo potuto assaggiare diversi vini di aziende del Frascati: non sono state poche le piacevoli scoperte e anche in ciò che oggettivamente non era eccezionale abbiamo comunque potuto avvertire notevoli potenzialità ancora non espresse in pieno. Abbiamo pertanto deciso di approfondire il discorso e così abbiamo fissato un appuntamento Paolo Stramacci, neo Presidente del Consorzio di Tutela della Denominazione Vini Frascati. Paolo è un ingegnere settantenne, cordiale e pragmatico che non si nasconde dietro un dito. Subito ci trasmette il suo entusiasmo mentre ci racconta il gran lavoro fatto nel suo primo anno alla guida del  Consorzio. Pacatamente ci snocciola la  lista degli eventi che sono stati realizzati per i 50 anni della Doc; ci parla della sua collaborazione con Rosanna Ferraro, giornalista di settore tra le più quotate e addetta alla comunicazione del Consorzio; ci spiega il restyling del marchio e la messa on line di un nuovo sito web istituzionale, un sito moderno, completo e aggiornato. Tutto il suo lavoro è incentrato, da un lato, sul far conoscere, anzi, riconoscere (nel senso di conoscere di nuovo) i rinnovati vini Frascati e, dall’altro, sul portare avanti la battaglia culturale per la ricerca della qualità, con alcune proposte di modifiche nel disciplinare per un ulteriore di abbassamento delle rese. Dopo una lunga chiacchierata ci accomodiamo in sala degustazione dove, alla cieca, ci vengono sottoposti 7 vini “Frascati DOC”, 14 “Frascati Superiore DOCG”, 2 “Frascati Superiore Riserva DOCG” e infine, vera “chicca”, anche 3 ben “Cannellino di Frascati DOCG ”. Dobbiamo dire che assaggiando i vini tutti insieme l’impronta di un territorio si vede e si sente.  Il disciplinare del Frascati parla di un 70% di uve Malvasia Puntinata oppure Malvasia di Candia detta anche Rossa, entrambi vitigni laziali, con in aggiunta un 30% di Trebbiano, Bombino, Bellone o altri vitigni, come ad esempio il Greco. Tutti i vini risultano estremamente freschi, sapidi e minerali, e lasciano sempre un leggero gusto di mandorle amare.  Sono vini non particolarmente complessi, ma assolutamente gradevoli. Il problema è che durante una degustazione del genere si finisce come sulle montagne russe: si passa velocemente da picchi elevati, laddove le caratteristiche proprie del vino sono esaltate, a bassi repentini in quei vini che, pur lasciando trasparire le medesime potenzialità, risultano un pochino attenuati.  L’immagine che ne è venuta fuori ricorda quella del dramma di Pirandello dei “ sei personaggi in cerca d’autore ”. I Produttori del vino Frascati hanno la storia, ma devono poterla vivere a fondo per rappresentarla a pieno. [..]”

 


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