Il Castello Boncompagni Ludovisi a Trevinano custode dei vini della Tenuta di Fiorano / Per chi l’avesse perso

Castello Boncompagni Ludovisi

Il Castello Boncompagni Ludovisi in Trevinano (frazione di Acquapendente in provincia di Viterbo) è un altro custode dei vini di Fiorano. Il Castello di proprietà di Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi, con un filo diretto dal 1910 quando il Principe Paolo Boncompagni Ludovisi sposò la Marchesa Stephanie Bourbon del Monte di S. Maria che l’aveva avuto in dote, racchiude nelle sue cantine una piccola riserva dei vini prodotti nella Tenuta di Fiorano di Roma.

Si può far risalire la storia moderna di questa proprietà alla fine della seconda guerra mondiale, quando i coniugi Stephanie e Paolo suddivisero il patrimonio familiare fra i loro sette figli e la tenuta di circa 3.000 ettari ed il Castello di Trevinano furono assegnati alle figlie Ippolita, poi Contessa Naselli dei Duchi di Gela, ed alla Principessa Agnese Boncompagni Ludovisi. Anche il Castello fu diviso in due parti, il piano terra ad Ippolita ed i due piani superiori ad Agnese. Agnese nel 2001 comperò dalla sorella la sua parte del Castello in maniera da riunificate la Rocca in un’unica proprietà. Alla sua morte il 25 agosto 2003 lasciò le sue proprietà di Trevinano al nipote Principe Paolo Francesco Boncompagni Ludovisi, figlio del fratello Arimberto. Il 18 Maggio 2007 viene a mancare il Principe Paolo Francesco e da allora, il suo unico figlio, il Principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi, è il proprietario del Castello.

Le notizie rimaste della storia del Castello sono molto rare e legate al comprensorio delle vallate del fiume Paglia, del monte Rufeno e del territorio della vicina Orvieto. Le origini della costruzione possono rifarsi alla sua posizione sul passaggio della via Francigena, percorso di grande importanza nel IX-X secolo per i pellegrini che dall’Inghilterra, dalla Germania e dalla Francia si recavano a Roma. Il primo cenno storico certo nel quale compare il nome di “Trivinano” è una pergamena datata gennaio 1073 conservata nell’Archivio di Stato di Siena, riportata nel codice Diplomatico Amiatino. Si tratta di un atto di donazione con il quale un certo Amanzio assegna tutti i suoi beni al Monastero del SS. Salvatore sul Monte Amiata. Tra i proprietari del Castello troviamo la famiglia dei Visconti di Campiglia – discendente degli Aldobrandeschi e appartenenti alla nobiltà orvietana – che ne determinò l’assetto architettonico fino al 1327 quando Latina dei Visconti di Campiglia sposò Corrado Monaldeschi, figlio di Ermanno che dal 1334 fu Signore di Orvieto. Con alterne vicende la proprietà restò ad un ramo legato ai Monaldeschi fino al 1687, anno in cui il Castello passò assieme all’intero feudo trevinanese al Marchese Gian Maria Bourbon del Monte.

Nel 1643 il Castello era già stato trasformato in palazzo con i due torrioni angolari baluardati, come li vediamo ancora oggi. La porta settentrionale, laterale del castello era stata adibita ad unico ingresso del palazzo, così come all’intero paese, mentre quella vicina di S. Lorenzo era stata “terrapienata” e fortificata esternamente perché evidentemente ritenuta meno sicura. Cinque torrioni circolari sporgevano dalle mura settentrionali ed occidentali e proprio in questa zona, ritenuta più debole, era avvenuto l’attacco farnesiano. Si provvide, quindi a dotarla di un fossato con strada coperta e spalti anteposti alle vecchie muraglie.

Oggi, utilizzato privatamente dalla famiglia del Principe Alessandrojacopo, il Castello ospita eventi, concerti e manifestazioni di vario tipo, oltre a custodire nelle sue segrete, come si diceva, un importante archivio delle annate storiche dei vini della Tenuta di Fiorano, e una consistente scorta alla quale può attingere il vicino ristorante “La Parolina”.

 

Pubblicato il 24 febbraio 2017