Castellina in Chianti e Rocca delle Macìe su Wine Spectator

Castellina in Chianti

Da winespectator.com, Finding the Right Balanced in Castellina in Chianti, a firma Bruce Sanderson

“The southern slopes of Castellina in Chianti are home to broad swaths of vine-covered hillsides, broken up by dense woods and fields of cereals. One of the major communes entirely within the Chianti Classico zone, it’s home to some large vineyard holdings, including more than 250 acres belonging to Rocca delle Macìe [..]. The territory is known for long-lived Sangioveses that combine power and elegance.

Vineyards here vary in elevation, planting density, vigor and vine age, but the most significant differences in these parcels is soil composition.

Rocca delle Macìe draws on three slopes for its Chianti Classicos: Macìe, Fizzano and Sant’Alfonso. Macìe (74 acres) features the area’s typical limestone and schist, though a lower part of the slope, terraced to prevent erosion and retain moisture, is a mix of limestone, sand and clay. The 86-acre Fizzano consists of clay and limestone soils, while the 74-acre Sant’Alfonso is clay. Wines from the latter parcel are softer in tannins, bringing body and richness to the blends.

My favorite from Rocca delle Macìe is the Riserva di Fizzano (Gran Selezione since the 2011 vintage), a wine that has been consistently outstanding since the 2007 vintage and appears to be gaining power and mineral notes as the vines age.

The Sergio Zingarelli Gran Selezione, which comes from the Macìe vineyard, is one of the few Gran Seleziones created as a new wine rather than a repackaged Riserva. The 2013, to be bottled just after my visit earlier this month, shows promise, while the rich, dense and spicy 2012 is outstanding, followed closely in quality by the concentrated and tannic 2011. Sant’Alfonso is a new vineyard designation with the 2013 vintage. It’s distinctive for its richness and vibrant structure. [..]”.

 

“Le pendici meridionali di Castellina in Chianti ospitano ampie distese di colline ricoperte da vigneti, interrotte da fitti boschi e campi di cereali. Uno dei principali comuni, interamente all’interno della zona del Chianti Classico, è sede di alcune grandi aziende viticole, di cui più di 250 acri appartenenti a Rocca delle Macìe [..]. Il territorio è noto per vini a base sangiovese longevi che uniscono potenza ed eleganza.

I vigneti qui si differenziano per altitudine, densità di impianto, vigore ed età delle viti, ma le differenze più significative in queste parcelle è la composizione del terreno.

Rocca delle Macìe lavora su tre versanti per il suo Chianti Classico: Macìe, Fizzano e Sant’Alfonso. Macìe (74 acri) si caratterizza per la tipica zona di calcare e scisti, anche se una parte inferiore del pendio, terrazzato per prevenire l’erosione e trattenere l’umidità, è un mix di calcare, sabbia e argilla. Gli 86 acri sono costituiti da terreni argillosi e calcarei, mentre i 74 acri di Sant’Alfonso sono di argilla. I vini provenienti da questi ultimi appezzamenti hanno un tannino più morbido ed apportano corpo e ricchezza all’eventuale blend in cui sono impiegati.

Il mio preferito di Rocca delle Macìe è la Riserva di Fizzano (Gran Selezione dalla vendemmia 2011), un vino che è stato sempre eccezionale sin dalla vendemmia 2007 e sembra aver guadagnato in potenza e note minerali con il crescere dell’età delle vigne.

La Gran Selezione Sergio Zingarelli, che proviene dal vigneto Macìe, è uno dei pochi Gran Selezione concepito come un vino nuovo e non come una Riserva riconfezionata. Il 2013, imbottigliato appena dopo la mia visita all’inizio di questo mese, dimostra aspettativa, mentre il ricco, denso e piccante 2012 è eccezionale, seguito da vicino in termini di qualità da parte del concentrato e tannico 2011. Sant’Alfonso con l’annata 2013 proviene da una nuova designazione di vigneto. E’ caratteristico per la sua ricchezza e la sua struttura vibrante. [..]”

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[Photo credit: Bruce Sanderson]

 


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