Il bello e il razionale di Amalia Cascina

cantina

La cantina per la produzione dei vini dell’azienda Amalia Cascina in Langa a Monforte d’Alba è una struttura estremamente funzionale.

La sua posizione le garantisce un panorama invidiabile sia dal punto di vista naturalistico sia da un punto di vista culturale, grazie alla ricchezza paesaggistica costituita soprattutto da vigne tutt’intorno e alla cartolina offerta dal borgo medievale di Monforte d’Alba.

Da un punto di vista strettamente pratico la famiglia Boffa ha avuto la possibilità di costruire una struttura ex novo, accanto alla storica cascina preesistente, così da garantire al cuore operativo dell’azienda la razionalizzazione degli spazi che è funzionale ed efficace per tutte le lavorazioni di una cantina moderna. In tal modo è molto più agevole “portare a casa il risultato”, ossia rispettare gli elevati standard qualitativi che si sono prefissati per i prodotti che hanno deciso di offrire agli amanti del Barolo e dei vini tipici di Langa.

Altro vantaggio è quello di avere la maggior parte del parco vigne vicinissimo alla struttura. Un fattore che non viene sempre considerato e che invece permette di far arrivare le uve alla lavorazione in cantina in un lasso di tempo brevissimo. Il frutto della vendemmia resta in tal modo perfettamente sano e non intaccato da eventuali da fermentazioni indesiderate che spesso avvengono alle uve che devono essere trasportate, anche se in giornata, per molti chilometri prima di arrivare in cantina.

Inoltre la cantina è strutturata non solo per accompagnare nel modo più razionale i processi produttivi e il riposo del vino, garantiti anche dai contenitori di lavorazione opportuni (in acciaio inox termocondizionati e botti, barrique e tonneau di rovere francese) ma è al tempo stesso concepita per rappresentare il bello, oltre che il buono del vino. Per questo la sua funzionalità è armonizzata dalla presenza di circa sessanta quadri e una decine di opere in ceramica di alcuni artisti italiani di arte contemporanea, tra i quali Gilda Brosio, Renato Brazzani, Rodolfo Allasia, Ugo Nespolo ma anche Emilio Scanavino, Salvatore Scarpitta, Angelo Savelli, Marco Lodola e Mario Schifano.


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